Informativa n.14 del 24/07/2025

ORDINAMENTO PROFESSIONALE E NUOVE DOTAZIONI ORGANICHE

Basta con lo stallo di questi mesi e un ordinamento a costo zero.
Servono urgenti iniziative strutturali per riconoscere veramente
la professionalità del personale

La FLP in questi giorni, con una nota indirizzata ai vertici politici ed amministrativi del Ministero, ha nuovamente sollecitato lo sblocco della trattativa per la definizione delle nuove famiglie professionali, ed ha chiesto contestualmente una vera revisione degli organici sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Un’operazione che riteniamo ormai non più differibile, rivolta a riconoscere le professionalità del personale, al fine di favorire i passaggi interni, anche in deroga, dalla seconda alla terza area e permettere ai Funzionari ed agli attuali Direttori di potere accedere all’area delle Elevate Professionalità, nonchè garantire, contestualmente, percorsi di stabilizzazione del personale precario senza, per questo, pregiudicare o sacrificare il diritto alla carriera dei colleghi di ruolo.
Da una attenta analisi dell’esistente ed alla luce del nuovo ordinamento professionale proposto dall’Amministrazione, a parere della FLP emergono evidenti carenze in termini di visione strategica e progettualità organizzativa.
L’assenza di un disegno organico e di una riforma strutturale che valorizzi il personale delle cancellerie e delle segreterie giudiziarie, garantendo effettive opportunità di carriera, mina la credibilità stessa dell’Amministrazione.
Per la FLP, lo abbiamo ribadito, è necessario ampliare l’organico in terza area al fine di consentire il passaggio interno, anche in deroga (ex art. 18 CCNL 2019-2021), dei cancellieri esperti e degli assistenti giudiziari, trattandosi di professionalità che prestano un’assistenza qualificata al magistrato, così come contemplato dai codici e nell’Ordinamento Giudiziario; definire quanto previsto dall’accordo del 26 aprile 2017 (applicazione del 21 quater anche per i profili tecnici, con il conseguente passaggio del relativo personale in terza area) anche con i posti resi disponibili dal finanziamento previsto dal CCNL Funzioni Centrali, nonché con gli ulteriori posti derivanti dalla rimodulazione degli organici.
Non è pensabile infatti limitarsi, come l’Amministrazione propone, ad una procedura per soli 950 posti che appare del tutto insufficiente e che metterebbe ancora una volta il personale l’uno contro l’altro.
E’, altresì, assolutamente necessario rendere esigibile l’area delle Elevate Professionalità prevedendo una dotazione organica congrua che permetta a Direttori e Funzionari di potervi accedere anche attraverso l’indizione di procedure selettive comparative al fine di dare la giusta collocazione a tutte quelle professionalità alle quali viene affidata la responsabilità di interi uffici o, nell’ambito degli stessi, di importanti settori.
Bisogna, inoltre, garantire percorsi di stabilizzazione del personale precario che preveda l’assunzione a tempo indeterminato di un contingente superiore alle previste 6.000 unità senza, per questo, pregiudicare o sacrificare il diritto alla carriera del personale di ruolo.

Come sempre affermato dalla FLP un vero progetto di modernizzazione del sistema giustizia in termini di efficienza ed efficacia necessita di un intervento importante dell’Autorità politica che ne ridisegni l’organizzazione e ne determini le risorse economiche necessarie.
Per queste ragioni abbiamo chiesto all’Autorità politica di intervenire affinchè si possano rendere strutturali nel tempo i fondi una tantum del PNRR assegnati per il FRD 2024 (80 milioni) e il 2025 (100 milioni) attraverso interventi normativi mirati che ne assicurino la stabilizzazione a regime.
Contestualmente abbiamo avanzato ulteriori proposte per implementare il Fondo Unico di Amministrazione, intervenendo su alcuni strumenti già potenzialmente a disposizione dell’Amministrazione giudiziaria come ad esempio: I diritti di cancelleria, i risparmi di gestione, i proventi in quota parte del contributo unificato, la riscossione delle pene pecuniarie post riforma Cartabia.
In definitiva quello che abbiamo chiesto al Ministro e a tutti i vertici politici dell’Amministrazione è un importante sforzo organizzativo ed economico che permetta finalmente al sistema giudiziario italiano di rispondere in tempi ragionevoli alle esigenze di cittadini ed imprese e che offra, contestualmente, reali opportunità di crescita professionale a tutto il personale giudiziario.
Superando il nuovo, inaccettabile stallo che ha reso il Ministero della Giustizia, in termini di relazioni sindacali e di riconoscimento delle professionalità e della dignità del suo personale, una palude che non ha precedenti nel panorama delle Pubbliche amministrazioni.

Il Coordinamento Nazionale FLP Giustizia

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