AUPP E NUOVE FAMIGLIE PROFESSIONALI:
BASTA ALLARMISMI E RICOSTRUZIONI NON CORRISPONDENTI ALLA REALTÀ
La FLP Giustizia interviene sulla polemica sviluppatasi in questi giorni in merito al presunto “demansionamento” degli AUPP del Ministero della Giustizia a seguito della definizione delle nuove famiglie professionali.
Per la FLP tale assunto, rilanciato ripetutamente da alcune Associazioni dei Magistrati e da qualche Organizzazione Sindacale che, invece di rappresentare coerentemente tutto il personale del Ministero, preferisce accodarsi a tali posizioni, non solo non corrisponde alla realtà dei fatti, ma finisce addirittura per delineare un modello organizzativo che non trova alcun fondamento nell’attuale ordinamento del lavoro pubblico.
Sembra infatti emergere l’idea che gli AUPP debbano configurarsi come una sorta di “assistenti personali” del magistrato. Una visione che la FLP respinge con forza perché incompatibile con il modello organizzativo pubblico previsto dalla normativa vigente e con il ruolo professionale dei lavoratori coinvolti.
È quindi opportuno rimettere in fila alcuni elementi essenziali.
Gli AUPP sono stati assunti con contratti a tempo determinato e finanziati con risorse del PNRR per contribuire all’abbattimento dell’arretrato giudiziario e sostenere il processo di innovazione organizzativa degli uffici attraverso l’attuazione dell’Ufficio per il Processo.
A distanza di anni dall’introduzione normativa dell’Ufficio per il Processo, occorre però prendere atto che, nella gran parte degli uffici giudiziari, tale modello organizzativo non è stato mai realmente e compiutamente attuato. In molti casi si è invece determinata una gestione impropria del personale, con utilizzi spesso lontani dalla filosofia originaria del progetto.
In questo quadro, la FLP si è battuta con determinazione per trasformare i contratti a termine in scadenza il 30 giugno 2026 in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, garantendo stabilità occupazionale e prospettive certe a migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Un risultato tutt’altro che scontato, dal momento che è stato necessario reperire specifici finanziamenti e intervenire sulla dotazione organica del Ministero della Giustizia per consentire la stabilizzazione del personale.
L’inquadramento previsto dall’accordo sindacale sulle nuove famiglie professionali, con l’inserimento degli AUPP nella famiglia dei Funzionari dei servizi giudiziari dell’Area dei Funzionari, non determina alcun “declassamento professionale” degli ex precari.
Al contrario, tale scelta colloca queste attività all’interno di un orizzonte professionale più ampio, moderno e coerente con l’evoluzione delle attività giudiziarie, consentendo inoltre che tali funzioni possano essere svolte anche dagli attuali funzionari di ruolo già inquadrati
come funzionari giudiziari. Si supera così una visione rigida e separata delle professionalità, valorizzando competenze, flessibilità organizzativa e integrazione tra le diverse attività degli uffici.
La FLP continuerà a battersi per dare dignità lavorativa a tutto il personale del Ministero della Giustizia, riconoscerne le professionalità, valorizzarne le competenze e garantire la certezza del lavoro stabile contro ogni forma di precarizzazione.
Per la FLP il futuro della Giustizia passa attraverso:
• una vera attuazione dell’Ufficio per il Processo;
• il pieno riconoscimento professionale di tutto il personale;
• investimenti strutturali sugli organici;
• condizioni di lavoro dignitose;
• un modello organizzativo moderno, trasparente e rispettoso delle regole del pubblico impiego.
La valorizzazione del personale non può coincidere con la creazione di figure subordinate a logiche personalistiche o fiduciarie estranee al sistema pubblico, ma deve fondarsi su professionalità riconosciute, diritti certi e lavoro stabile.
Il Coordinamento Nazionale FLP Giustizia

